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Costine di selvaggina tutte da gustare
Costine di selvaggina
La selvaggina non è fatta solo di capriolo in salmì ed entrecôte di cervo. Interpretazioni moderne e creative portano freschezza in tavola e conquistano nuovi palati. È il caso delle costine di cinghiale.
Dalla tradizione all'innovazione
Una tenera sella di capriolo con una delicata salsa al vino rosso accompagnata da cavolo rosso e castagne. O un classico cervo in salmì con cavolini di Bruxelles e spätzli. Non appena l'autunno si fa sentire, in tavola tornano puntuali i grandi classici della selvaggina. Almeno nei concept gastronomici tradizionali. Ma la selvaggina sta prendendo piede anche in contesti più informali e contemporanei come lo street food o nelle formule casual dining.
Spazio alla creatività
La selvaggina si presta infatti a un'infinità di reinterpretazioni. Per almeno due motivi. Primo: i piatti della tradizione sono così radicati nella cultura gastronomica che a volte basta prepararli in modo diverso per renderli più intriganti. Basti pensare alla tartare di cervo, al burger di capriolo o al cinghiale sfilacciato. Secondo: la selvaggina ha un gusto intenso che ben si presta a giocare con i contrasti. Una marinata al chili, funghi affumicati come contorno o frutta fermentata come guarnizione possono trasformare un piatto e dargli nuova personalità.
Costine diverse dal solito
Mai sentito parlare di costine di cinghiale? Interpretato come classico del BBQ, il cinghiale cambia veste: avvolto da una glassa dolce e affumicata con prugne e zenzero dà vita a un gioco di contrasti che ne esalta il gusto intenso. Ideale per piatti trend da condividere, interpretazioni innovative dello street food o per il casual dining. Ottimo tutto l’anno, non solo durante la stagione della selvaggina.