Lunedì, 15.06.2026

La birra Ueli

A Basilea e dintorni, il birrificio Fischerstube e la sua birra Ueli sono un’icona. La sua storia s’intreccia con quella di un radiologo, uno storico e un accademico del vino.

Nel quartiere di Kleinbasel, a due passi dal Reno, c’è una viuzza che – se non deturpata come in questo momento da scavatrici, martelli pneumatici e picconi alle prese con i lavori di pavimentazione di una zona pedonale – è davvero pittoresca. Su entrambi i lati della via si stagliano case che in più di otto secoli di vita hanno visto scorrere la storia. Ci sono appartamenti ricercati, fontane gorgoglianti, negozietti e un paio di locali. E persino un birrificio, anche se da fuori non dà affatto l’aria di esserlo. Eppure, la Brauerei Fischerstube e la sua birra Ueli sono un’istituzione nella regione. Lo stesso dicasi per il ristorante Fischerstube e l’Ueli-Brau-Bar, di proprietà del birrificio. L’impresa è stata fondata nel 1974. «Siamo stati la prima micro-birreria svizzera», racconta il direttore Adrian Baumgartner. All’epoca c’era il cartello della birra (1935–1991) e il mercato e le varietà di birra erano fortemente regolamentati. Ma né il birrificio Fischerstube né il suo fondatore, il medico radiologo Hans Jakob Nidecker (1919–2005), parvero curarsene troppo. Dopo aver acquistato il ristorante Fischerstube, rimasto chiuso per anni, Nidecker voleva vendere la birra Warteck prodotta proprio lì vicino. Il cartello non glielo permise, pretendendo vendesse la Anker di Frenkendorf (BL). Nidecker se ne infischiò e, senza pensarci troppo, fondò il suo birrificio che da allora produce la birra Ueli.

UN SUCCESSO IN PIENA REGOLA
«L’anno scorso abbiamo prodotto ca. 950 000 litri di birra», dichiara Adrian Baumgartner. Una quantità sorprendente per un birrificio così piccolo. In effetti, i locali sono tortuosi e lo spazio distribuito su tre edifici e su più livelli è stato sfruttato fino all’ultimo centimetro, includendo anche un cortile interno. Dal momento che non era rimasto più spazio, l’impianto di imbottigliamento è stato realizzato nella strada parallela successiva. La birra ci arriva grazie a una condotta di 127 metri nel pavimento e qui viene confezionata in bottiglie o in lattine. Un altro stabilimento di produzione è la birreria Lasser di Lörrach (D), a ridosso del confine svizzero. «È il birrificio più vicino che soddisfa i nostri requisiti». L’assortimento Ueli comprende 17 birre, di cui quattro stagionali. A queste si aggiungono edizioni speciali come la birra dei Campionati Europei del 2025, servita solo nei locali di proprietà della Ueli e dai partner della ristorazione di Basilea. Queste birre non si possono acquistare in negozio. «Quest’anno, per i Mondiali, faremo una birra leggera con mais e comet, una varietà speciale di luppolo. Si tratta di un omaggio al Messico, uno dei tre Paesi che ospitano i campionati di calcio», spiega Adrian Baumgartner. Altra birra speciale è stata la Tut-anch-Ueli, creata nel 2004 per tributare la mostra su Tutankhamon allestita all’Antikenmuseum di Basilea. Fu sviluppata insieme a uno storico che sapeva leggere i geroglifici. La sua ricetta venne ispirata da un’antica iscrizione funeraria egiziana ed era prodotta con farro dicocco, un’antica varietà di cereale, e con datteri. Dal 50° anniversario del birrificio Fischerstube, la Tut-anch-Ueli è tornata in vendita e oggi è una birra iconica.

RITORNO ALLE ORIGINI
Ma il birrificio e i suoi prodotti non sono motivo di gioia solo per gli abitanti di Basilea ma anche per Adrian Baumgartner, il capo di Ueli. Il passato professionale nel mondo del vino e dei superalcolici lo ha portato a girare il mondo. «A un certo punto però sentivo il desiderio di passare più tempo a Basilea con la mia famiglia». Fu allora che, al momento giusto, l’accademico del vino venne a sapere che la Fischerstube stava cercando un nuovo responsabile. «Fui l’ultimo a candidarmi e ottenni il posto». La gioia gli si legge ancora oggi negli occhi. Da allora ci sono state un sacco di cose da fare: ristrutturare gli immobili, rivedere il concept del ristorante Fischerstube, inaugurare l’Ueli-Brau-Bar, gestire i social, ideare e produrre articoli di merchandising convincenti. «Per funzionare il brand deve essere cool!». Il successo ha dato ragione ad Adrian Baumgartner. Quanto al futuro, conclude dicendo: «Ho l’impressione che la moda delle birre artigianali stia scemando e che dovremmo tornare a concentrarci sui classici e produrre birre buone e beverine».

 

ADRIAN BAUMGARTNER
Età: 49 anni
Birre preferite: la Ueli Weizen d’estate, la Ueli Stout d’inverno e la Ueli Reverenz Spezial tutto l’anno
Birra preferita prodotta da un altro birrificio: l’India Pale Ale Amor Fati della birreria WhiteFrontier di Martigny (VS)
Migliori destinazioni per gli amanti della birra: Düsseldorf per le Altbier e Copenaghen per le birre artigianali
Hobby: sci, trekking, montagna

Le birre della casa Da Prodega sono disponibili complessivamente circa 2000 prodotti regionali, anche se l’assortimento varia a seconda del mercato. Il birrificio Fischerstube rifornisce i mercati Prodega di Basilea, Pratteln (BL) e Reinach (BL) con la sua iconica birra Ueli nelle varianti Lager chiara, Panaché, Spezial, Reverenz, Basilisk, Sorglos e Cold IPA.

 

Testo: Susanne Stettler
Foto: Kostas Maros