Focus
Il gusto di far crescere talenti
Il segreto della fucina di talenti
Insieme a Martina Knaus-Wick, Martin Amstutz gestisce a Sachseln (OW) la Breitmaul AG, una vera e propria fucina per giovani cuoche e cuochi. Scopriamo il segreto della promozione dei talenti e il ruolo che l’azienda si è ritagliata in questo settore.
Vi siete dati un nome spiritoso. Come è nato?
Breitmaul è il primo pop-up che abbiamo aperto a Berna, dove abbiamo lanciato il “Bärnliner”, un berliner con ripieni dolci o salati ispirato alla città. Per mangiarlo bisogna spalancare la bocca: da qui il nome Breitmaul, che in italiano significa proprio “bocca larga”. Oggi il nome è diventato anche il simbolo del nostro modo di intendere la ristorazione: ospitalità e amicizia, sempre con il sorriso.
Quali qualità deve avere chi vuole entrare nella squadra di Breitmaul?
Oltre alle competenze professionali, conta soprattutto l’attitudine: l’eccellenza sul lavoro, il rispetto reciproco, la curiosità, la voglia di uscire dalla propria zona di comfort e quell’energia che si traduce in spirito d’iniziativa e senso di responsabilità. Chi possiede queste qualità e si sente parte della squadra per noi è già un Breitmaul.
Il Breitmaul è considerato una vera fucina di talenti. Come mai?
Per noi promuovere i talenti non è un’attività accessoria: è una delle ragioni per cui Breitmaul esiste. Io e Martina Knaus-Wick abbiamo toccato con mano le opportunità offerte dai campionati delle professioni. Nel 2018 abbiamo vinto i campionati svizzeri nelle nostre discipline – servizio di sala e cucina – e nel 2019 abbiamo partecipato ai mondiali a Kazan, capitale della Repubblica del Tatarstan. È stato un percorso intenso, fatto di alti e bassi, che ci ha segnati profondamente sul piano professionale e personale: una vera scuola di vita.
Che cosa avete imparato?
Che avere qualcuno che crede in te, ti dedica tempo e ti offre la possibilità di crescere fa una grande differenza. Lo abbiamo sperimentato in prima persona ed è quello che vogliamo offrire ad altri. Il nostro obiettivo è creare per i giovani professionisti un ambiente in cui si sentano stimolati e sostenuti. Ai giovani cuochi, per esempio, proponiamo contratti a tempo parziale perché abbiano tempo di allenarsi anche fuori dal lavoro. Nel nostro atelier abbiamo anche ricavato uno spazio dove possono esercitarsi e sperimentare. Per me, essere una fucina di talenti non significa solo preparare qualcuno a una gara, ma accompagnarlo nella crescita e aiutarlo a scoprire il proprio potenziale.
Offrite anche allenamenti per gare internazionali come gli EuroSkills. Perché investite tanto nei giovani talenti?
Perché l’unico modo per dare un futuro a un settore è investire nelle persone che ci lavorano. Di fronte alla carenza di personale qualificato non vogliamo limitarci a parlarne: vogliamo fare la nostra parte. Un successo può accendere l’entusiasmo di un giovane professionista. Trasmettere quell’entusiasmo è esattamente la nostra missione, accompagnando i giovani nel loro percorso.
Cosa fate di diverso dagli altri?
Non cerchiamo di fare tutto diversamente, ma seguiamo la nostra strada, con autenticità, concretezza e apertura alle novità. Provare, sbagliare e imparare dagli errori: è il filo conduttore della nostra storia. Quello che ci distingue davvero è l’unione di professionalità e personalità.
La ristorazione fatica a trovare personale. Cosa servirebbe per avvicinare i giovani a questo settore?
Bisogna mostrare loro le opportunità della ristorazione, al di là degli orari impegnativi. Servono aziende formatrici capaci di offrire una formazione di qualità e di far conoscere i vantaggi della professione: creatività, abilità manuale, lavoro di squadra e possibilità di fare la differenza. Ma è fondamentale anche lasciare spazio alla vita privata: solo così i giovani potranno restare nel settore a lungo.
Che cosa conta davvero perché i giovani vedano nella cucina e nel servizio di sala una prospettiva professionale?
La cosa più importante è sentire di poter crescere, essere creativi e assumersi responsabilità. La cucina offre ampio spazio per farlo. Servono però anche modelli da seguire, capaci di mostrare quali traguardi si possono raggiungere con la passione: è per questo che la promozione dei talenti conta così tanto. In fondo, tutti desideriamo sentirci apprezzati. I giovani vanno quindi considerati prima di tutto come persone, non come semplice forza lavoro.
Portrait
Martin Amstutz
Età: 28 anni
Cucina preferita: mediterranea
Bevanda preferita: acqua e limone
Hobby: viaggiare, mangiare e bere con gli amici
Sogno: lo sto vivendo ora