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Il vino rosso per la mixology

Il vino non sempre parla la lingua dei giovani. Troppo spesso è percepito come distante, impegnativo, e riservato agli esperti. Ma quest'idea sta per cambiare.

Il vino che non fa paura

Annata, vitigno, terroir: il mondo del vino può apparire ostico e questo spesso crea distanza. Un pregiudizio che finisce per intimorire chi si avvicina a questo mondo senza averlo (ancora) scoperto. Eppure esistono vini capaci di abbattere ogni barriera. Come il Rirò di Barbanera, cantina toscana che riscrive le regole del bere vino con leggerezza e immediatezza.

Vino con ghiaccio

Servito freddo, tra gli 8 e i 10 °C, sorprende per le note di frutti di bosco, ribes, lamponi, fichi e uva spina che si intrecciano a sfumature agrumate di arancia e pompelmo. Un rosso semplice e leggero. Può essere servito con ghiaccio, diventare base per cocktail e entrare nel mondo della mixology con uno spirito moderno e audace. Non un tabù, ma un nuovo modo di bere il vino rosso. E per la ristorazione un'opportunità per intercettare più pubblico.

 

 

Drink estivo con vino

In molti Paesi del Sud Europa questa tendenza è già realtà: i vini rossi leggeri vengono spesso miscelati con frutta e limonata. In Spagna, per esempio, è normale trovare cocktail a base di vino rosso anche con Coca-Cola, senza voler provocare, ma come scelta fresca e conviviale apprezzata da un pubblico giovane.

Un'idea semplice per l'estate? 5 cl di Rirò, 5 cl di chinotto, una fetta d'arancia schiacciata e qualche foglia di menta. Un drink estivo con vino immediato, aromatico e sorprendente.

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